Distretto Scienza

Il Distretto


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IL DISTRETTO DELLA SCIENZA E TECNOLOGIA

Il Distretto della scienza e della tecnologia nasce dalla visione, ancora una volta rivolta al futuro, di un gruppo di amministratori e imprenditori che hanno contribuito a rendere importante il nome di Schio fuori dai suoi confini geografici, per voler restituire alla città i suoi valori e la sua storia. Schio, con l’Altovicentino, nel corso del ‘500 era una delle aree manifatturiere più importanti d’Europa per affermarsi poi nel corso dell’‘800 come un proto-distretto industriale tessile e trasformarsi nel ‘900 in un distretto ad alto contenuto metalmeccanico, tecnologico e innovativo. In ogni ambito produttivo, le imprese hanno innovato su ciò che riguarda la trasformazione della materia e la sua lavorazione. Schio ha incubato un gran numero d’imprenditori che hanno dimostrato due caratteristiche in comune di alto livello: l’essere visionari e, al tempo stesso, lavoratori capaci, qualità che li ha portati, nel tempo, a costruire industrie riconosciute a livello internazionale.

 

STORIA

L’Altovicentino è una delle aree originarie dell’industrializzazione italiana. Grazie alle risorse idriche, alle materie prime non solo tessili, ai savoir faire sedimentati in millenarie attività artigianali, all’intraprendenza di grandi capitani d’industria e di innumerevoli generazioni imprenditoriali, questa terra ha dato un contributo fondamentale a tutte le fasi della storia industriale italiana, dal medioevo ai nostri giorni.

 

L’OTTOCENTO: IL PROTO-DISTRETTO INDUSTRIALE

In particolare, nel corso dell’Ottocento, l’antico polo laniero della Repubblica di Venezia ha posto le basi per lo sviluppo del Lanificio Rossi e delle Manifatture Marzotto, i più grandi complessi lanieri italiani.

Schio, in particolare, ha rimodellato la propria fisionomia urbana sulle tappe di espansione del Lanificio Rossi (1817): fondato dal manager-tecnico Francesco Rossi, è diventato, sotto la gestione del figlio Alessandro (1819-1898), leader degli industriali italiani e senatore del Regno d’Italia, la maggiore impresa italiana del secondo Ottocento, con stabilimenti ubicati a Piovene Rocchette, Torrebelvicino, Pieve, Marano Vicentino, Dueville e Vicenza. Le prime “fabbriche Rossi” sono sorte tra il 1849 e il 1868 poco lontano dall’insediamento originario lungo la Roggia Maestra e dal nucleo storico del Lanificio Conte che, fondato nel 1757, è gradualmente cresciuto fino a diventare, tra Otto e Novecento, l’emblema della media azienda laniera italiana nata dal tronco dell’artigianato tradizionale.

Il tessile è diventato il comparto trainante di un’industrializzazione precoce e di una spiccata propensione all’industria che dalla fine dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento ha strutturato un articolato sistema produttivo ai vertici della graduatoria regionale e ai primi posti di quella nazionale.

 

IL NOVECENTO: LA NASCITA DELL’INDUSTRIA METALMECCANICA E TECNOLOGICA

Già sul finire dell’800, a supporto dell’industria tessile, a Schio comincia a crescere e svilupparsi il settore meccanico. La De Pretto, che nasce come industria produttrice di telai (che le industrie scledensi in precedenza acquistavano prevalentemente dal Belgio e dalla Francia) diviene nel corso del ‘900 l’azienda meccanica di riferimento di tutto il territorio.

Dalla seconda metà del ‘900 il tessuto industriale si trasforma ulteriormente, passando dalla manifattura alla tecnologia e all’innovazione: le grandi industrie laniere e meccaniche (Lanerossi e De Pretto), che contavano migliaia di dipendenti, si trasformano in centinaia di aziende medio-piccole con una produzione ad elevato contenuto tecnologico esportato in tutto il mondo.

Tale sistema, costantemente supportato da imprenditori visionari e lavoratori capaci, è oramai una neo-industria nella quale la componente fondamentale è la conoscenza; più precisamente, due sono i fattori immateriali che fanno di Schio e del sistema Alto-Vicentino uno dei motori della neo-industria del Nord: il saper fare e l’innovazione.

 

OGGI: L’INNOVAZIONE

Schio è una città in cui le 3 T di Florida (talento, tecnologia e tolleranza) fanno parte del dna della città stessa e oggi è presente anche il quarto fattore evidenziato da Florida: la qualità del territorio. Riconoscendo e dimostrandosi fieri del proprio passato, si parte oggi rilanciando la sfida verso l’innovazione. La capacità imprenditoriale espressa dal nostro territorio ci mette nelle condizioni di essere ancora punto di riferimento per il concretizzarsi a tutti gli effetti come distretto produttivo di alta qualità, della scienza e della tecnologia. Il nostro tessuto socio-economico ha già dimostrato di saper affrontare le sfide innovative, riconoscendo in quelle che sono considerate “nicchie di mercato” il vero valore aggiunto che ci può contraddistinguere.

 

I DATI: VALUTAZIONE DATI OCCUPAZIONALI DELL’IPA ALTO VICENTINO NEL 2015

SITUAZIONE STRUTTURALE

L’Alto Vicentino rappresenta una parte importante dell’area pedemontana, poiché raccoglie il 17% degli occupati e il 15,7% delle unità locali del Veneto Centrale, con una dimensione delle imprese lievemente superiore alla media.

L’Alto Vicentino è oggi riconosciuto come sede di un distretto meccatronico di interesse regionale (vedi Regione Veneto). Dal 2015, su iniziativa di un gruppo di industriali, punta ad assumere un’identità nuova: quella di Distretto dell’alta tecnologia (scienza e tecnica).

All’interno di questo sistema è possibile rilevare aziende specializzate in filiere tecnologiche emergenti:

– componenti e impianti per l’industria energetica (macchine a vapore, turbine, componenti di caldareria per impianti nucleari)

– macchine e impianti innovativi per l’industria manifatturiera (tessile, meccanica, del legno, alimentare/packaging)

– componenti per industrie a elevata tecnologia (ad esempio flange per motori di aereo forgiate, componenti automotive, plastiche bio-degradabili).

Nel complesso l’Alto Vicentino presenta una struttura produttiva concentrata sulle attività manifatturiere (49.5% degli occupati totali) nelle quali almeno due terzi degli occupati sono impiegati nella meccanica e, in particolare, nelle filiere tecniche sopra menzionate. Tessile e confezioni, invece, conta sempre meno, molto meno della media regionale, a testimonianza del fatto che il processo di ristrutturazione iniziato negli anni ’80 (con l’emergere di imprese a rete e gruppi innovativi come Benetton, Stefanel, Diesel) ha definitivamente spostato il “motore” del sistema moda pedemontano in altri territori (compresi tra Molvena e Villorba) e fatica a trovare un nuovo centro propulsore nell’Alto Vicentino.

Questo scenario ci ricorda che i processi di ri-oganizzazione delle attività produttive trovano linfa vitale nei “modelli aperti” dello spin-off industriale e limiti strutturali nel “modello chiuso” della grande fabbrica integrata e della città impresa. Questo significa che le istituzioni di governo dell’area vasta che unisce i comuni attraversati dalla pedemontana (Veneto Centrale), non possono più essere basate su dimensioni provinciali o sovra-comunali troppo contenute. All’interno del quartiere Veneto Centrale l’Alto Vicentino può svolgere funzioni di catalizzatore nei comparti allineati con un’identità emergente (alta tecnologia), ma deve far riferimento ad altri centri decisionali per quanto riguarda lo sviluppo di attività produttive e formative che hanno bisogno di competenze e fattori non più disponibili in loco.

Variazione addetti giugno 2014 / giugno 2015

Nel quadro strutturale sopra descritto non stupisce che i tassi di crescita dell’occupazione siano positivi, più della media, nei comparti di specializzazione principale.

La meccanica ad esempio cresce nei comparti di:

– fabbricazione di prodotti in metallo (+2% da 8.760 a 8.933)

– fabbricazione di macchine (+1,4% da 7.146 a 7.247)

– servizi di riparazione, manutenzione e assistenza (+ 19,6% da 542 a 648).

Crescono più della media anche altri comparti manifatturieri, caratterizzati dalla presenza di aziende eccellenti, che non assumono, tuttavia, il ruolo di driver di nuovi business futuri alternativi alla Meccatronica e all’Alta Tecnologia (meccanica):

– mezzi di trasporto (+2% da 492 a 502)

– prodotti chimici (+4,6% da 329 a 344)

– prodotti in carta e cartone (+1,6% da 1.248 a 1.268)

È stabile la situazione nel settore del mobile, all’interno del quale sono presenti alcune aziende innovative (come Estel, Zordan), mentre in altri comparti l’occupazione si riduce drasticamente, in un trend che appare ormai strutturale, dati i segnali di ripresa che caratterizzano il periodo e le industrie esportatrici:

– tessile, abbigliamento e pelletteria (-7,4%, -2,7% e -24,9% rispettivamente)

– laterizio (-14,9%) e estrattive (-4,3%)

– stampa e grafica (-6,8%)

 

LA RASSEGNA STAMPA DEL DISTRETTO DELLA SCIENZA E TECNOLOGIA

11 gennaio 2016 – Corriere della sera Qui Schio, dalla lana alla luna

21 gennaio 2016 –  Il Giornale di Vicenza Il Distretto che diventa leader di scienza e cervelli

29 gennaio 2016 – Il Giornale di Vicenza Una questione di etichetta che porta affari in tutto il mondo

16 febbraio 2016 – Il Giornale di Vicenza Fabbricato a Schio il “super vuoto” che ha rivelato le onde gravitazionali

5 marzo 2016 – Il Giornale di Vicenza La “piccola” che sforna giganti

12 marzo 2016 – Il Giornale di Vicenza L’occhio che tutela gli oleodotti

19 marzo 2016 – Il Giornale di Vicenza La “signora degli anelli” che dall’Astico va nello spazio

22 marzo 2016 – Il Giornale di Vicenza “Ricerca e sviluppo” Distretto della scienza protagonista a Schio

24 marzo 2016 – Il Giornale di Vicenza Ricerca, fondi per le alleanze imprese-atenei

29 marzo 2016 – Il Giornale di Vicenza De Pretto, quando la guida italiana segna il decollo per il business futuro

29 marzo 2016 – Il Gazzettino Forum sull’economia altovicentina: “Nuovi scenari nella Pedemontana”

31 marzo 2016 – Il Giornale di Vicenza Altovicentino, c’è il progetto di un unico centro logistico

6 aprile 2016 – Il Giornale di Vicenza Renzi visita gli Usa e mette in vetrina la “Ettore Zanon”: «Rivolti al futuro»

16 aprile 2016 – Il Giornale di Vicenza I sensori di livello cosmico

14 maggio 2016 – Il Giornale di Vicenza La mini Silicon Valley vicentina